DISCOGRAFIA

                                    George

 

Chitarra solista, voce e autore con i Beatles, George Harrison (25 febbraio 1943, Liverpool, Gran Bretagna) ha conosciuto una carriera solistica dalle alterne fortune.
Impara a suonare la chitarra durante l'esplosione skiffle degli anni '50 e si unisce a John
Lennon e Paul McCartney nel 1957.
Durante gli anni '60 viene inevitabilmente soffocato dallo straripante talento del duo, ma dal 1965 cerca fuori dalla beatlesmania la propria identità iniziando a studiare e a suonare il sitar (la prima testimonianza registrata è in Norwegian Wood, dall'album del 1965 Rubber Soul).
Nella seconda fase Beatles, Harrison assume un ruolo di primo piano sia come chitarrista che come autore di alcune splendide canzoni (Taxman, I Want To Tell You, While My Guitar Gently Weeps, Here Comes The Sun, Something, I Me Mine). I primi segnali del suo allontanamento dal ruolo di
Beatle arrivano sia con il viaggio in India che dopo un periodo trascorso a suonare per divertimento con Bob Dylan e The Band a Woodstock.
Quando si ripresenta in studio (1968) è motivato a sperimentare sia nel pop del White Album (Savoy Truffle, Piggies, Long, Long, Long, While My Guitar Gently Weeps che con la musica da film (Wonderwall Music, pubblicato nel dicembre 1968, è il primo lavoro fuori dal quartetto di Liverpool.
Nel maggio 1969, incide un album elettronico sperimentale (Electronic Sound).

Nella produzione da beatle, una citazione a parte meritano il brano While my Guitar Gently Weeps, illuminata da un celebre assolo del suo amico Eric Clapton, e ''Something'', divenuto anche un classico del repertorio di Frank Sinatra.
Appena sciolti i Beatles, Harrison si dedicò alla sua carriera da solista, con il super hit "My Sweet Lord", il suo più grande successo in classifica, contenuto nel triplo album uscito il 27 novembre del 1970 "All Things Must Pass" che arrivò la consacrazione come grande autore e non solo come "ex chitarrista dei Beatles".

La maturità raggiunta nell'ultimo triennio dei fab four esplode nel suo capolavoro, appunto il triplo album All Things Must Pass (novembre 1970), prodotto assieme a Phil Spector (con ospiti di rilievo quali Eric Clapton e Dave Mason dei Traffic) ed esempio illuminato di pop raffinato. Lanciato dal 45 giri My Sweet Lord, canzone di enorme successo che costa all'autore un'accusa di plagio per la somiglianza con il brano pubblicato nei primi anni '60 He's So Fine delle Chiffons, il triplo album raggiunge il primo posto delle classifiche di vendita, facendo di Harrison il primo Beatle a ottenere questo risultato con le sole proprie forze. Le vendite dell'album complessivamente sono state superiori alle uscite di McCartney e John Lennon-Plastic Ono Band messe insieme. I suoi "assolo" diventarono inequivocabili e, in particolare, l'uso della "slide" gli prenotò un posto nella storia di questa modalità sonora accanto a Ry Cooder.
L'anno seguente promuove il concerto per il Bangladesh, documentato dal triplo disco The Concert For Bangladesh, (1971) al quale partecipano Bob Dylan, Eric Clapton, Leon Russell e Ringo Starr.
Living In The Material World (un altro numero uno con l'accattivante singolo Give Me Love) esce nel maggio 1973 e precede di un anno la nascita della sua etichetta discografica Dark Horse Records che pubblica subito un disco dell'amico e maestro di sitar Ravi Shankar. Per sfuggire al contratto capestro che i Beatles avevano firmano agli inizi della loro carriera (disavventure che hanno ispirato il brano di Harrison "It's Only A Northern Song", contenuto nella colonna sonora originale di "Yellow Submarine"), Harrison preferì fondare la sua etichetta discografica chiamata "Dark Horse", che darà anche il nome di uno degli album del musicista. La "Dark Horse" ha pubblicato quasi esclusivamente i lavori di Harrison, ad eccezione di un disco dei Rada Krishna Temple, la setta religiosa indiana a cui il musicista si è avvicinato.
L'album Dark Horse (dicembre 1974) e il singolo omonimo rappresentano l'ultimo grande successo di Harrison che suona con Shankar negli Stati Uniti, nel corso dell'unico tour di quegli anni, nel novembre 1974.
Si apre un periodo in cui Harrison resta lontano dalla ribalta tranne quando si unisce a Paul Simon nel corso del celebre show televisivo Saturday Night Live. I due album Extra Fexture e 33 &1/3 (rispettivamente pubblicati nel settembre 1975 e novembre 1976) passano quasi inosservati presso il grande pubblico.
Dopo più di due anni di silenzio discografico, esce George Harrison (febbraio 1979), che riporta il titolare nei Top 20.
Lo stesso anno viene pubblicata la celebre autobiografia I Me Mine, dove rivela retroscena inediti e amari del suo rapporto con la fama, il proprio ruolo nei Beatles e lo showbiz.
Nello stesso periodo recita nel film del complesso-parodia The Rutles, All You Need Is Cash, una graffiante satira sulle sventure finanziarie dei Beatles scritto da Eric Idle dei leggendari Monty Python che vede in azione Michael Palin, Bill Murray, John Belushi, i Rutles nella parte dei Beatles e lo stesso Idle. La vena sarcastica del chitarrista si esprime anche quando decide di produrre i film dei Python Brian di Nazareth (1979) e Time Bandits (1981).
Per lavorare nel cinema, fonda, assieme a Dennis O'Brien, la Handmade Films (facente capo alla Dark Horse Productions), che sforna una serie di coraggiose pellicole, tra cui il film di culto di Terry Gilliam Brazil (1984).
Somewhere In England, (giugno 1981) subisce alcuni ritardi soprattutto perché Harrison vuole includere il suo saluto allo scomparso John Lennon, la bella All Those Years Ago: Il tragico evento e la canzone riescono a riportarlo nello stesso studio assieme a Ringo Starr e Paul McCartney. È un fuoco di paglia perché Gone Troppo, (ottobre 1982), è l'album meno riuscito dell'artista.
Sarà Cloud Nine (novembre 1987), ben cinque anni dopo, a rinverdire antichi fasti grazie al grande successo del singolo Got My Mind Set On You. L'album è prodotto assieme a Jeff Lynne e sancisce una collaborazione che porterà Lynne a lavorare con i Beatles per il progetto Anthology.
Nel 1988 Harrison si unisce ai Traveling Wilburys, gruppo composto da Harrison, Tom Petty, Lynne, Bob Dylan, il grande Roy Orbison e il noto batterista Jim Keltner. Nato quasi per scherzo, Traveling Wilburys Vol.1 (1988) dei finti "fratelli" Wilburys frutta un clamoroso successo di vendite che non viene bissato due anni dopo dal deludente Traveling Wilburys Vol.3 (1990).
Nel 1989 esce Best Of Dark Horse, antologia del periodo 1976-1989 che capitalizza il successo degli ultimi anni.
Tra un progetto e l'altro, il meditativo Harrison non fa parlare molto di sé. È dell'inverno 1991 il tour giapponese assieme all'amico Eric Clapton e a un gruppo di musicisti di prima scelta. Da queste date nasce Live In Japan (luglio 1992), un doppio album che riporta Harrison alle vette espressive dei primi lavori.
La vitalità dei classici Beatles e la rilettura dei primi successi della carriera solistica siglano un progetto che completa l'antologia del 1989 con maggior merito grazie alla forza delle esecuzioni.
Agli inizi degli anni ‘90 lavora alla compilazione di un box antologico di Ravi Shankar (nelle note di In Celebration del 1995 Harrison viene definito il vero padrino della world music) e alla produzione del nuovo album dell'artista indiano.

Nel 1994, Harrison torna con Paul McCartney e Ringo Starr per il progetto Anthology dei Beatles (tre doppi compact disk e otto videocassette).

Negli ultimi anni si è dedicato specialmente alla sua vita privata e al lancio delle collezioni dei grandi successi dei Beatles: i capitoli della “Beatles Anthology” e “1”, il più grande successo discografico del 2000: ''E' come se fosse scoppiata una nuova Beatlemania” aveva detto “Sono contento di essere un Beatle, un ex Beatle o chiunque vogliate. L'album e' una meravigliosa forma di fondo pensione, ma quel che mi da' gioia è vedere come stia facendo felice la gente''. Gli ultimi anni però sono stati anche quelli dei problemi fisici: prima un cancro alla laringe, poi al polmone, ed infine quello fatale al cervello (alla fine del 1998, aveva addirittura subito l'aggressione di un folle nella sua casa di Liverpool, che aveva assalito con un pugnale lui e sua moglie Olivia). Nella lotta contro la malattia ha combattuto con tutti i mezzi che aveva a disposizione; si e' operato più volte, si e' sottoposto a cure sia tradizionali che sperimentali. Ma purtroppo non ce l'ha fatta, e al suo capezzale ha voluto la fedele Olivia e il figlio Dhani, con il quale aveva inciso quello che resterà il suo brano/testamento, ''Horse to the water'' (brano incluso nel nuovo disco del jazzista Jools Holland): ''Molti navigano attraverso la vita” recita il testo “Lui si è infranto sugli scogli''. Nei suoi ultimi giorni di vita sono andati a trovarlo in ospedale Paul McCartney – l’amico di sempre - e Ringo Starr, anche lui corso a New York per dargli l'ultimo saluto, per chiacchierare e sperare insieme nel giorno in cui si sarebbero riuniti, ricordando John Lennon. Si è Beatles per sempre…

 

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